venerdì 28 settembre 2018

I novanta anni di Ennio Morricone al Santa Cecilia di Roma


I novanta anni di Ennio Morricone

di Riccardo Bramante
Con uno splendido concerto all’Auditorium di Roma, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha celebrato i novanta anni del Maestro Ennio Morricone che, per l’occasione, è tornato per l’ennesima volta sul podio per dirigere sè stesso in una nuova sua partitura “Sicilo” e in due dei suoi più celebri brani tratti dalla colonna sonora dei film “La leggenda del pianista sull’Oceano” e “Mission”.
Per l’occasione, l’Auditorium presentava anche una serie di foto, documenti e testimonianze di registi ed artisti a lui dedicate ed un libro “90ennio” che ripercorre le tappe professionali di questo grande musicista che è probabilmente “l’italiano più famoso nel mondo” come ha tenuto a ricordare il Sovrintendente dell’Accademia Michele Dall’Ongaro.
Nato nel novembre del 1928, dopo il diploma per tromba, Morricone si “laurea” nel 1954 in composizione presso il Conservatorio di Santa Cecilia sotto la guida di Goffredo Petrassi che, come lui spesso afferma, è rimasto il suo riferimento musicale più vicino assieme a Frescobaldi, Pierluigi da Palestrina e Stravinsky.
Dopo alcune prime esperienze come suonatore di tromba in jazz band (di qui la sua conoscenza con Armando Trovajoli con cui fonda successivamente una società indipendente di edizioni musicali insieme a Piero Piccioni e Luis Bacalov), Morricone scrive ed arrangia canzoni per famosi artisti dell’epoca quali Paul Anka, Mina, Gino Paoli e Gianni Morandi, finchè, nel 1961, compone la sua prima colonna sonora per il film “Il federale” di Luciano Salce.
Ma la vera svolta nella sua carriera arriva tre anni più tardi, quando conosce il regista Sergio Leone per il quale compone le colonne sonore dei film western più famosi, da “Per un pugno di dollari” del 1965 a “Il Bello, il Brutto e il Cattivo” del 1966 a ”C’era una volta il West” e “C’era una volta in America” del 1984 e tanti altri.
In tutte queste composizioni Morricone, consapevole di lavorare ad un genere cinematografico giocato “sopra le righe”, pur sposandone la magniloquenza espressiva, ne esalta anche il potenziale di libertà ed apertura in esso implicito anche attraverso l’uso di strumenti musicali insoliti, come l’armonica a bocca, lo scacciapensieri e, soprattutto, l’utilizzo struggente di archi e della voce umana.
Nel periodo compreso tra gli anni ’70 ed ’80 collabora anche con numerosi altri registi come Gillo Pontecorvo per il quale compone la colonna sonora de “La battaglia di Algeri”, e di “Queimada”, “Sacco e Vanzetti” di Giuliano Montaldo, “Novecento” di Bernardo Bertolucci e “Mission” di Roland Joffè, il punto forse più alto della sua musica sentita in tutto il suo potere salvifico.
Né sono da dimenticare le composizioni del Morricone non “cinematografico”, anche se, come lui dice con una punta di dispiacere “vengono ricordare un po' meno”; ed ecco allora il “Concerto per Orchestra n. 1”, le “Cantate per l’Europa” del 1988 e le “Voci del silenzio” del 2002.
Numerosi sono anche i premi che Morricone ha raccolto nel corso della sua lunga carriera: dal Leone d’Oro a Venezia all’Oscar alla carriera conferitogli dall’Academy Award nel 2007, dai Nastri d’Argento in Italia fino all’Oscar del 2016 per la migliore colonna sonora del film “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino.
Ma nonostante il successo ed i tanti riconoscimenti l’uomo Morricone è sempre rimasto quello conosciuto tantissimo tempo fa, negli anni ’70, modesto e disincantato, quello che anche ieri in occasione della sua premiazione ha detto: ”Sono un compositore come tanti altri, qualcosa mi è andata bene e qualcosa meno bene. Al pubblico dico solo grazie”.   Auguri Maestro!!!

Romina Falconi fuori ora con "Le 5 fasi del dolore" sulle spose abbandonate





ROMINA FALCONI

 
DA DOMANI ONLINE E IN RADIO IL NUOVO SINGOLO
LE 5 FASI DEL DOLORE


IL FIL ROUGE CHE LEGA LE SPOSE MISTERIOSE APPARSE NELLE CITTÀ ITALIANE NEI GIORNI SCORSI 


DALL’11 OTTOBRE LA CANTAUTRICE APRIRÀ UN CENTRO DI ASCOLTO PER CUORI INFRANTI A MILANO SOTTO PIAZZA DUOMO


Dopo averlo rappresentato con una performance collettiva di spose abbandonate in tutta Italia, da domani, venerdì 28 settembre, Romina Falconi pubblica sotto forma di canzone “Le 5 Fasi del Dolore” (Freak & Chic/Artist First), disponibile in rotazione radiofonica e in digital download. Il nuovo singolo descrive gli stati d’animo principali che una persona prova dopo il trauma dell’abbandono. L’inedito anticipa l’uscita del nuovo disco nel 2019.

Da giovedì 11 ottobre a sabato 10 novembre Romina Falconi aprirà un centro di ascolto per cuori infranti presso la Galleria Santa Radegonda di Piazza Duomo a Milano dove la cantautrice romana ascolterà i suoi fan, e chiunque vorrà consultarla, per condividere storie personali e confessioni a cuori aperto riguardo al tema della canzone e drammi quotidiani.

«Mi dicono che raramente esprimo quello che sento ma quando lo faccio, lo faccio in modo viscerale. Per me questo è l’unico modo di scrivere. Crudo. – commenta Romina Falconi – Questa volta ho voluto parlare di abbandono.
La mia canzone si chiama "Le Cinque Fasi del Dolore” e cita il famoso modello sviluppato dalla psichiatra Elisabeth Kübler Ross sull’elaborazione del lutto, dell’abbandono. La paziente sono io. Forse è vero che il maestro migliore è il dolore, ma che me ne faccio della lezione imparata se mi hanno abbandonato? Che me ne faccio di me, se il mio desiderio è distrutto?
Ho pensato di rappresentare l'abbandono nelle piazze di alcune città, nel modo più tenero possibile: una ragazza vestita da sposa, in lacrime. Ero presente mentre una dolce sposina disperata vagava tra la gente allibita. Poche signore si sono avvicinate cercando di dare conforto. L’abbandono ci fa così paura? Ho voluto fotografare quel momento, descrivendo con precisione chirurgica cosa ho provato durante un abbandono, ridendo e piangendo di me. Volevo essere sincera, a qualunque costo.
Ho deciso di scrivere canzoni emotive. Ma forse non è una scelta. Forse, non avendo io grande padronanza della mia vita e dei miei sentimenti, ho voluto mappare le emozioni che provo, perché spero che lì fuori ci sia qualcuno che abbia sentito le stesse cose. Forse scrivo per non sentirmi più sola.»

Il singolo ha un sound moderno di livello internazionale realizzato grazie alla produzione di Francesco “Katoo” Catitti, già produttore di Michele Bravi e collaboratore di Elisa.

Romina Falconi, cresciuta nel quartiere romano di Torpignattara, si interessa alla musica fin da bambina, studiando canto ed esibendosi nella realtà locale. Nel 2007, Romina presenta al Festival di Sanremo nella Sezione Giovani il brano Ama. Tra il 2009 e il 2010 è corista nell’”Ali e Radici World Tour” di Eros Ramazzotti. Incontra Immanuel Casto con cui nasce una proficua collaborazione artistica: firmano singoli molto amati dal pubblico web e nel 2014 condividono un tour nei maggiori club d’Italia, come l’Alcatraz di Milano e l’Estragon di Bologna. Il disco di esordio Certi sogni si fanno attraverso un filo d’odio è uscito a fine 2015 e contiene i singoli “Il Mio Prossimo Amore”, “Sotto il Cielo di Roma”, “Attraverso”, “Maniaca”“Playboy” ed è entrato direttamente nella top20 della Fimi degli album più venduti. A settembre dell’anno scorso è uscito “Cadono Saponette”, singolo che ha raggiunto la prima posizione in Top Viral su Spotify. Romina Falconi, insieme ad Immanuel Casto, fa parte della factory creativa Freak & Chic
 


 
Ufficio Stampa ROMINA FALCONI: Ufficio Stampa GPC - Gaetano Petronio 3491345575 gaetano@ufficiostampagpc.it  Management ROMINA FALCONI: Freak & Chic – Jacopo Levantaci jacopo@freaknchic.biz

venerdì 21 settembre 2018

TOQUINHO l'artista brasiliano, di lontane origini italiane, in un mini tour in Italia


 SEZIONE ITALIANI (O QUASI) NEL MONDO
 
Toquinho

Toquinho dal vivo al Teatro Comunale di Cagli, nelle Marche
Un concerto che crea un ponte musicale tra Brasile e Italia

Voce e chitarra tra le più importanti e amate della musica brasiliana, Toquinho torna in Italia per un mini tour autunnale che fa tappa al Teatro Comunale di Cagli (PU), teatro storico tra più affascinanti delle Marche. In programma giovedì 4 ottobre 2018 alle 21.00, quello di Cagli è l'unico concerto per il Centro e Nord Italia.
Questo nuovo tour che festeggia la lunghissima carriera del musicista brasiliano, ma di famiglia con antiche origini italiane, è intitolato 50 anni + 1 di successi, un viaggio tra canzoni che ormai sono entrate nel patrimonio musicale del mondo intero.
Greta Panettieri
L'ospite speciale di questi concerti è la splendida Greta Panettieri, una delle voci più incantevoli del panorama italiano e internazionale, che ha già collaborato in diverse occasioni con Toquinho. 
Itaiguara Brandao


Completano la formazione altri due eccellenti musicisti: Itaiguara Brandao al basso e alla chitarra e Mauricio Zottarelli che si occupa di batteria e percussioni. Con questa band proporrà al pubblico i duetti che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.



Mauricio Zottarelli

Dopo il successo degli ultimi tour Toquinho torna in Europa e in Italia, per nuovo e sentito omaggio alla musica brasiliana e un tributo agli amici con i quali ha condiviso tanta musica e tanta poesia. I grandi compagni di viaggio come Tom Jobim e come l'amico e collaboratore Vinicius de Moraes. E poi tanti altri artisti come Baden Powell, Carlos Lyra, Chico Buarque e Menescal.
Un concerto che entra direttamente nell'anima poetica della Bossa Nova e nella magia inconfondibile degli Afro Sambas, ripercorrendo i tanti brani che hanno fatto innamorare il pubblico in tutto il mondo. Tantissimi appassionati hanno nel cuore le melodie di "La voglia, la pazzia, l’incoscienza e l’allegria", "Senza Paura", "Samba della Benedizione", "Samba per Vinicius" e "Aquarello", solo alcuni dei grandi successi dell’artista che sono nella scaletta del concerto. Tutti questi elementi si combinano per creare un concerto-evento affascinante, ricco di musica, ricordi ed emozioni che rimarrà nel cuore di tutto il pubblico.
Toquinho, oppure Toco, come amava chiamarlo l'amico Vinicius De Moraes, con la sua voce calda e il tocco delicato sulla chitarra, è l'espressione più pura e sincera della forza e della storia musicale del Brasile.
E come diceva Vinicius de Morais ricordiamo che "La vita, amico, è l'arte dell'incontro".

TOQUINHO - 50 anni + 1 di successi - Special guest Greta Panettieri
Giovedì 4 ottobre 2018 ore 21.15

Biglietti
Settore A € 25,00 - Settore B € 20,00 - Settore C € 15,00
Botteghino del Teatro: Tel. 0721 781341 - e mail: botteghino.teatrodicagli@gmail.com
Teatro Comunale di Cagli - Piazza Papa Niccolo IV - Cagli (Pesaro Urbino - Marche)

martedì 18 settembre 2018

Paolo Conte in tour in Italia per celebrare i 50 anni di Azzurro


PAOLO CONTE

CONTINUA IL TOUR IN ITALIA PER CELEBRARE I
CINQUANT’ANNI DI AZZURRO

SI AGGIUNGE UNA NUOVA DATA A GENOVA E RADDOPPIA
L’APPUNTAMENTO DI BOLOGNA AL TEATRO EUROPAUDITORIUM

Dopo il successo all’estero e alle Terme di Caracalla, Paolo Conte continua il suo tour in Italia per celebrare i cinquant’anni di “Azzurro”, il primo brano, interpretato allora da Adriano Celentano, che l’ha portato ad essere conosciuto in Italia e nel mondo.

A partire dal 12 novembre, con il concerto al Teatro Arcimboldi di Milano, il cantautore astigiano farà tappa nei teatri già annunciati di Milano, Parma e Bologna (che raddoppia il 10 dicembre) e aggiunge, nel 2019, un nuovo appuntamento a Genova (23 febbraio – Teatro Carlo Felice).

«Paolo Conte è un genio della parola che si fa musica e della musica che si fa poesia.scrive Vincenzo Mollica sulle liner notes della nuova raccolta “Zazzarazàz – Uno Spettacolo D’arte Varia” Nessuno come lui sa raccontare l'avventura umana, la sua drammaturgia, la sua imprevedibile follia.»

Ecco tutti le date del tour organizzato da Concerto Music (www.concerto.net):

12-13 novembre – Teatro Arcimboldi – Milano;
22 novembre – Teatro Regio – Parma;
10, 11 dicembre – Teatro EuropAuditorium – Bologna;
23 febbraio – Teatro Carlo Felice – Genova;


È disponibile online e nei negozi Zazzarazàz – Uno Spettacolo D’arte Varia(Universal Music), un progetto che ripercorre oltre 40 anni di carriera di Paolo Conte e che raccoglie il meglio dagli studio album, una selezione di brani live ed un disco con le interpretazioni di canzoni del cantautore astigiano da parte di grandi protagonisti della musica e dello spettacolo come Roberto Benigni, Enzo Jannacci, Francesco De Gregori e Lucio Dalla, Miriam Makeba e Dizzy Gillespie e molti altri. Impreziosisce questa raccolta il brano inedito “Per Te”, registrato appositamente per questa importante occasione.


Ufficio Stampa PAOLO CONTE: Ufficio Stampa GPC - Gaetano Petronio 3491345575 gaetano@ufficiostampagpc.it
Booking & Management PAOLO CONTE: Concerto Musicinfo@concerto.net  

venerdì 14 settembre 2018

Sandro Petrone ed il suo album SOLO FUMO - la Musicoterapia di un giornalista musicista



di Sara Lauricella 

E'stato presentato alla  Terrazza laFeltrinelli Red, il 13 settembre 2018, "SOLO FUMO", l'album del giornalista musicista Sandro Petrone. Uno schiaffo di musica, di storia, di storie, di parole da un italiano che ha girato il mondo.

Esorcizzare il grande male con la musica, con il racconto di una vita, con il racconto di un lavoro amato e vissuto sulla propria pelle (ed è proprio il caso di dirlo essendo stato un giornalista inviato di guerra), con il ripercorrere decenni ed eventi che hanno segnato la storia quali l'avvento del rock in Italia ma anche l'abbattimento delle Torri Gemelle. Questo è il secondo album di Sandro Petrone dal titolo "SOLO FUMO" e queste sono le sensazioni che si sono vissute durante la presentazione che, in realtà, ha concluso un tour estivo dell'artista e dei brani proposti.
La conduzione della serata, a cui hanno presenziato una folla di colleghi e di amici di Petrone, è stata affidata a Giorgio Verdelli con gli interventi di tanti amici e cantanti qualiTony Cercola, Enzo De Caro, Martino de Cesare, Monica Marziota, Carlo Massarini, Paki Palmieri e Lorenzo Petrone. Una girandola di emozioni e di racconti dolorosi e giocosi, reali e mistici. Un album da tenere in casa ed un artista da "sentire" live. 
Acquistabile solo in copia fisica tramite il circuito Feltrinelli cliccando sul seguente link:

https://www.lafeltrinelli.it/musica/cd-album/sandro-petrone/3369687/33



SOLO FUMO
Il concept album di Sandro Petrone
Edizioni Feltrinelli

Un inviato di guerra rientrato alla base: uno studio di registrazione. Un giornalista che lascia il mestiere per tornare alla musica (e per altre ragioni che girano intorno alla Vita). Un flash-back concreto verso le radici che hanno permesso a Sandro Petrone, inviato storico RAI e conduttore del TG2, di continuare a raccontare, ma in altri termini e con rinnovata passione, le storie del mondo, le storie dell’esistenza. E’ uscito lo scorso febbraio infatti il suo SOLO FUMO, un progetto che negli anni Settanta sarebbe stato definito un concept album. Album che gira attorno a un’unica storia, quella drammatica e sentimentale di Sandro inviato – che si serve della musica anche come terapia per sconfiggere il suo male (un tumore con cui combatte da qualche anno) – e di Sandro cantautore, come in gioventù, che dopo quarant’anni in giro per il mondo, lascia il giornalismo per tornare a respirare e commentare “quadri di vita”. Nove canzoni nelle quali il Destino, la Missione, l’Illusione, la Casa, i Figli, la Scomparsa, la Trascendenza, l’Amore e gli Altri, sono i temi da cui si diramano decine di storie nelle cinquanta pagine di testi e immagini che accompagnano questo delicato progetto e che si moltiplicano, giorno dopo giorno, nello spazio virtuale del suo web (www.sandropetrone.it) e in quello fisico degli incontri personali. Il decimo quadro di vita è una ghost track dedicata al dramma ambientale e sociale di Taranto.
“Se parti dalla musica e arrivi al giornalismo per raccontare te e il mondo, e poi dal giornalismo torni alla musica per raccontare te e il mondo, vuol dire che qualcosa non va nel giornalismo” – è l’idea di Petrone che, incrocio napoletano, pugliese e romano, alla fine degli anni ’70 bazzicava da cantautore nel giro della Vesus-wave, l’onda musicale dei suoi amici Bennato, Daniele, Gragnaniello, Cercola. E quando lasciò Napoli e la musica per fare l’inviato, e non fare il cantautore, la musica rimase con lui come compagna interiore. 
Ora torna con un messaggio di Vita che accompagna un destino, il suo in particolare, segnato da un inconfutabile dolore che sperimenta nuove cure per placarsi, e che è il frutto della sua stessa vita vissuta sul campo di battaglia: “un guerriero che non va per vincere o perdere ma per combattere”, come canta uno dei suoi brani dettato dagli insegnamenti della professione, e che non teme la morte perché tanto profonda è la spinta a condividere e raccontare i destini degli uomini, e a denunciare i mali del mondo, che fa passare in secondo piano il sacrificio personale. Ma c’è anche la consapevolezza dell’illusione, di cui SOLO FUMO – titolo e significato dell’album – è l’emblema: per Sandro sono gli inequivocabili “simboli della vita, metafora di come riusciamo a farci ingabbiare, forse senza scelta”, cercando disperatamente un’alternativa che possa farci affermare che siamo vivi…”
Raccontare per dimenticare ma anche per riesumare l’antico rinnovandolo: nei brani scritti da un curioso affabulatore si parla di una Napoli diversa ogni volta che viene rivissuta dopo averla fuggita, e si parla di petali, quali sono i figli che sgorgano dalla propria fisicità e scivolano via palpitando autonomamente. Si racconta di come la composizione di una canzone possa sfuggire di mano, usata inconsciamente per elaborare una perdita e rinascere, e si rivive il misticismo – ispiratori due celebri accordi di Cat Stevens – per parlare di culture religiose e dell’incontro personale avuto con il Dalai Lama. Infine c’è l’Amore, racchiuso in un’essenza rivelatrice che possiede la capacità di costruire attorno al proprio desiderio più inconscio un mondo artificiale identico al sogno sognato. Ma, a far quadrare il cerchio dell’intero album, conclude il suo itinerario la “Pazzia”, in un brano – vita vissuta al nanosecondo – che racconta dei Diversi – nella cultura, nella tradizione autoctona, negli atteggiamenti – senza i quali non è possibile realizzare un cambiamento – e la musica vissuta da Petrone nella piena rivoluzione rock campana ne è testimone: un cambiamento sociale o spirituale che sia, ma che produca un’alternativa. Ed è questo termine – Alternativa – che continua a battere nel cuore di un giornalista-musicista  anche nel percorso terapeutico, convinto che la punta più avanzata della sensibilità sociale siano proprio gli artisti: “forse il giornalismo è più potente, ma l’arte della musica raggiunge finalmente qualche cuore…”